I nostri workshop

Il fallito e il campione

“Fai il bravo”. “Stai seduto composto”. “Rispetta le regole”.

Quante volte fin da piccoli, ci siamo sentiti ripetere frasi del genere e quante volte abbiamo ascoltato questi suggerimenti per ricevere gli apprezzamenti dei nostri educatori. Inevitabilmente, però, questa ricerca del consenso genera dei meccanismi di difesa che, nelle persone e ancor più negli improvvisatori, provocano spesso assenza di spontaneità, paralisi da analisi e, soprattutto, paura di essere vulnerabili. Tutto ciò inoltre conduce frequentemente a forme d’ansia, panico e stress, che si riflettono su ogni attore in scena indipendentemente dal suo livello di esperienza.

 

E’ possibile migliorare la propria tecnica a tal punto da esser infallibili e dunque ricevere sempre il consenso del pubblico? No. Ciò che, invece, è possibile fare è considerare il fallimento come inevitabile e trasformarlo da debolezza a forza.

Obiettivo del laboratorio sarà proprio quello di lavorare sull’accettazione del fallimento per andare a scardinare quei meccanismi difensivi che ogni improvvisatore porta con sé sul palco e che lo rinchiudono, rendendolo prigioniero della sua testa e del suo stesso giudizio.

 

Per quelli che…un po’ di paura c’è sempre.

Per quelli che…ormai sul palco non ho più paura.

Per quelli che… a volte non mi viene in mente niente.

Per quelli che… le cose mi vengono in mente sempre trenta secondi dopo.

Per quelli che… ormai questo lo so fare e voglio provare altro.

Per quelli che… improvviso da anni e non mi diverto più come prima.

Per quelli che… sono indubbiamente il migliore del gruppo.

Per quelli che… sono indubbiamente il peggiore del gruppo.

Per quelli che… sono indubbiamente il medio del gruppo.